Brizzo

Di Giuseppe Brizzolari

Antonio Brizzolari si appassiona all’arte fin da bambino, facendo dell’espressione artistica il motore della sua vita. La sua è stata una vita turbolenta, ribelle e anticonformista in cui la pittura,

 il teatro e la poesia hanno trovato modo di esprimersi con potenza e vitalità.

Biografia

Antonio Brizzolari, detto i’Brizzo, nasce a Firenze il 7 gennaio 1941, figlio di Carlo Brizzolari e Giulia Biagiolini. Da bambino visita la Galleria degli Uffizi e altri musei di Firenze quasi ogni domenica con suo padre e suo fratello Giuseppe. È così che inizia la sua passione per l'arte.  Trascorre la sua adolescenza nell’Oltrarno (zona di Firenze posta sulla sponda sinistra del fiume Arno), con i suoi amici Vito Vacchi, Gilberto Corretti, Marco Marchiani, Fabio Lastrucci e Gianni Sernissi, andando alle feste, incontrando ragazze e facendo gite in barca sul fiume Arno.

Successivamente, Antonio frequenta l'Istituto d'arte Porta Romana, dove dedica gran parte dei suoi studi al disegno e alla pittura. Tra i compagni di scuola si ricorda Aldo Fallai, Alessandro Goggioli, Marco Marchiani, Antonio Roma, Sergio Staino, Mario Strippini. Dopo aver conseguito il diploma si iscrive al Magistero per qualificarsi come insegnante. 


Brizzolari ha avuto modo di interagire con molti artisti e fotografi dell’epoca, condividendo con loro esperienze e interessi, tra gli altri, si ricorda Archizoom, un gruppo di progettazione, fondato a Firenze nel 1966.

Dal 1968 al 1970, ha vissuto personalmente i disordini di quegli anni turbolenti. Fu addirittura arrestato con l'accusa di prendere parte a un incontro sedizioso e di aver opposto resistenza a pubblico ufficiale. Frequentava il Bar Manetto insieme ad altri artisti, autori e attivisti della cultura dei movimenti di protesta della fine del 1968.

In questo periodo si dedica anche al teatro sperimentale con i suoi vecchi amici. Con Sandro Chia, anche lui allievo dell’Istituto d’arte di Porta Romana, iniziò ad esporre alla galleria d'arte di Camillo d'Afflitto, dove Antonio inizia a parlare di "vestitismo”. Era più di un artista. 

 

Insegnava disegno e storia dell'arte in alcune scuole medie di Firenze e in altre aree vicine. Oltre ai dipinti, in quel periodo si dedica alla scrittura di un racconto, "L'assassino e il suo pigiama", oggi disponibile per la vendita. Viveva nella zona dell'Arco di San Pierino (Firenze), in una comune insieme ad altri frequentatori del famoso Bar Daria. Durante gli anni '80, dopo un paio di problematiche amorose, si fidanza con Anna Calidi, una donna con cui ha trascorso dieci anni e con la quale ha vissuto. Dopo che la relazione finì, a causa del suo stile di vita esagerato, Antonio tornò nella casa di famiglia. In seguito ad un incendio doloso nel suo appartamento,  appiccato da lui stesso con l’intento di distruggere i suoi dipinti peggiori, fu mandato nella prima casa di riposo, a San Salvi, dove visse dal 1997 al 2008. 

 

Durante quel periodo, partecipava regolarmente ai laboratori creativi presso il laboratorio "La Tinaia”. Dopo la chiusura di San Salvi nel 2009, si trasferisce in un'altra casa dove trascorre il resto della sua vita, insegnando e disegnando fino alla sua morte, il 24 febbraio 2016.

Opere

Interviste

Antonio Brizzolari in una serie di video in cui si racconta come artista, pittore, poeta ma soprattutto come uomo.

Un racconto artefatto, poetico ma anche realistico, di un personaggio unico che sapeva meravigliarsi e meravigliare.

Storie

Storie di persone ispirate dalla sua vita e dal suo lavoro, che sono state modificate attraverso i suoi colori.

Una raccolta di dichiarazioni, dove puoi imparare di più sull'incredibile artista.